REGIME FORFETTARIO

La Legge di stabilità n.145/2018 ha introdotto importanti novità che hanno modificato la figura del contribuente forfettario, ampliando notevolmente la platea dei medici beneficiari.
I punti migliorativi riguardano tre aspetti:
a) Elevazione del limite dei compensi da euro 30 mila euro ad euro 65 mila euro;
b) Possibilità di corrispondere compensi a terzi per importi superiori a 5 mila euro;
c) Possibilità per i lavoratori dipendenti e/o pensionati con redditi superiori a 30 mila euro di accedere al regime.
L’insieme delle novità ha aperto la possibilità ai medici titolari di continuità assistenziale, al contempo titolari di partita Iva, di accedere al regime forfettario, in quanto la causa ostativa del possesso di un reddito da lavoro dipendente(o assimilato tale) maggiore di 30 mila euro è stata soppressa.
Tuttavia, la riforma ha introdotto nuovi vincoli e tra questi quelli contenuti nella lettera d-bis del nuovo comma 57, della legge 190/2014, che testualmente recita: non possono avvalersi del regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.
La norma , per come è scritta, escluderebbe dai benefici fiscali il medico di Continuità
assistenziale in regime di titolarità nel momento in cui sottoscrive la convenzione di MMG (assistenza primaria) con la stessa ASL. In questo caso “il datore di lavoro” sarebbe lo stesso con il quale si intrattiene e/o si è intrattenuto un rapporto che è qualificato fiscalmente quale rapporto di lavoro dipendente.
A dirimere ogni dubbio è stata l’Agenzia delle Entrate con la circolare 9 del 10 aprile 2019, affermando che il medico di continuità assistenziale in regime di titolarità può coesistere con il medico di MMG (assistenza primaria) in regime forfettario che fattura prevalentemente alla medesima Azienda Sanitaria Locale; infatti, alle pagine 22-23 della circolare nella quale è citato come esempio di compatibilità proprio l’esempio del medico di continuità assistenziale che al tempo stesso ha l’incarico di MMG.
Era un chiarimento atteso, che apre le porte ai medici di MMG che si trovano nella
situazione del doppio incarico (Continuità assistenziale/Assistenza primaria) e/o di incarico esclusivo di MMG (assistenza primaria) ma con “un pregresso” di continuità assistenziale inferiore a due anni.

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